“Un’altra volta” è il nuovo singolo di Ilca

Dal 28 marzo 2025 è disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale “Un’altra volta” il nuovo singolo di ILCA.

“Un’altra volta” è un brano che si muove su un equilibrio delicato tra cantautorato e sonorità indie, con una produzione curata da Paolo Mazziotti che esalta la malinconia e l’introspezione del pezzo. Il sound è avvolgente e minimale, costruito su una strumentazione essenziale che lascia spazio alle parole e alle emozioni. Le chitarre evocano un’atmosfera sospesa, quasi notturna, mentre il tappeto sonoro si arricchisce di synth leggeri e riverberi che amplificano il senso di distanza e vulnerabilità. Il ritmo è delicato ma costante, come un respiro che cerca di trovare il suo equilibrio dopo un momento di smarrimento. Avanza accompagnando il brano senza mai sopraffarlo, lasciando che le parole e le melodie emergano con naturalezza. La produzione di Mazziotti ha dato profondità al brano, permettendogli di oscillare tra momenti più intimi e aperture melodiche che lasciano intravedere una possibilità di luce. Il tema della canzone non è solo il toccare il punto più basso, ma anche la voglia e il bisogno di rialzarsi. È il suono di una notte che sembra infinita, ma che, da qualche parte, ha già dentro di sé l’alba.

Spiega l’artista a proposito del brano: «”Un’altra volta”, il mio secondo singolo, racconta il momento più buio prima di intraprendere un percorso di rinascita. Quando tocchi il fondo, quando tutto è freddo e immobile, non basta riderci su, non basta la compagnia di un amico, non basta mangiare né bere fino a scoppiare. Ma cosa ci salva, se nemmeno sappiamo dare un nome alla nostra solitudine? Questa canzone è nata in un periodo in cui la malinconia era una presenza costante, e ho cercato di darle forma attraverso la musica. Ho avuto la fortuna di lavorarci con Gabriella Martinelli che ha saputo cogliere ogni sfumatura di questa sensazione. “Un’altra volta” si inserisce perfettamente nel mio percorso musicale, che vuole esplorare le contraddizioni e le emozioni più intime della nostra generazione. Non è solo una canzone sulla tristezza, ma sul riconoscere quel momento in cui la luce sembra lontana, e sulla possibilità di ricominciare. Ricordo una sera in studio in cui continuavamo a cercare il suono giusto per il ritornello: volevamo che avesse il peso della notte, ma anche una piccola apertura verso l’alba. Dopo vari tentativi, è stato quasi naturale lasciare spazio a un respiro, un momento in cui la musica stessa sembrasse sospesa. È lì che ho capito che la canzone era finita: quando il silenzio tra le note diceva esattamente quello che sentivo».